Ufficio fare ordine

Scegli l’ordine in ufficio: 8 consigli utili per stare bene

Anche se alcuni affermano di trovarsi bene nel proprio caos, in realtà tenere in ordine l’ambiente di lavoro è indispensabile per migliorare la propria efficienza e produttività. 

Mantenere l’ufficio ben organizzato – sia in casa o in azienda – richiede metodo e attenzione. Ci sono anche degli specialisti del settore (professional organizer) che propongono precisi accorgimenti pratici e soluzioni rivolte a ottimizzzare tempi e spazi. 

Un ufficio pulito e ben disposto è anche un bel segnale nei confronti dei colleghi o dei clienti.

In questo articolo ti propongo alcuni consigli utili su come mantenere ordinato il tuo ufficio.

1) Evita di accumulare documenti e materiale inutile sulla scrivania

Una scrivania sgombra è segno di efficienza, non di inattività.

Comincia allora dalla tua postazione, eliminando il superfluo e mettendo a posto tutto ciò che non ti serve a breve tempo.

Ciò che utilizzi spesso puoi tenerlo in un cassetto, insieme a fazzoletti o snack.

Se pensi a cosa serve sulla scrivania durante le ore di lavoro vedrai che oltre al Pc, il porta penne, il block notes e l’agenda non ti serve altro.

2) Tieni in ordine anche i cassetti

I cassetti andrebbero considerati come un prolungamento della scrivania. Quindi, scrivania sgombra e cassetti ordinati.

I cassetti possono essere differenziati in base al loro utilizzo.

Ad esempio, in un cassetto puoi sistemare solo ciò che usi spesso durante il giorno o degli oggetti che vuoi avere a portata di mano, per esempio spillatrici, forbice, graffette e così via.

In un altro cassetto puoi riporre i ricambi di penne, nuovi block notes, post-it, righello, buste e cancelleria di riserva.

3) Utilizza cartelline e raccoglitori

Suddividi i tuoi documenti in cartelline e raccoglitori porta documenti con una certa logica.

Per esempio utilizzando diversi colori: rosso = urgente, blu = archiviato, verde = in utilizzo.

Per le pratiche di cui ti devi occupare in tempi brevi puoi utilizzare anche delle comode vaschette, così come per le carte che non contengono dati riservati ed eventuali modelli da compilare.

Archivia invece i documenti più importanti nei raccoglitori, dove specificherai il contenuto con apposite etichette.

Puoi catalogare tutti i documenti in ordine alfabetico o in ordine cronologico, dipende da come ti organizzi.

Su come scegliere i porta documenti per l’archivio puoi leggere: Raccoglitori per l’archivio: come sceglierli

ufficio in ordine
Organizza al meglio il tuo ufficio con cartelline,  cassetti porta corrispondenza, registratori e cassetti da tavolo. Scegli la giusta collocazione delle cose. Articoli disponibili su e-shop di Scriba

4) No alle pile di cartelline sulla scrivania

Conserva le cartelline e i porta documenti in un armadio o in una libreria in modo che la tua scrivania sia sgombra. Vedrai che lavorerai meglio.

Una pila di documenti sulla scrivania è il peggior modo per cominciare una giornata di lavoro.

Mantenere la scrivania in ordine ha un doppio vantaggio: agevola il lavoro e dà l’impressione ai colleghi e ai clienti di essere in presenza di una persona su cui si può fare affidamento.

Vedi le nostre proposte per mantenere l’ufficio in ordine: cassettiere e armadi per l’ufficio

5) Tieni pulito il tuo piano di lavoro

Non solo ordine, la scrivania va pulita ogni giorno a fine lavoro con un panno e un prodotto disinfettante/antibatterico.

A maggior ragione in questi tempi di Coronavirus in cui pulizia e disinfezione sono importanti.

Profuma l’ambiente giornalmente oppure utilizza un diffusore con i bastoncini di legno.

Anche la cancelleria va raggruppata: invece di avere penne, matite, ed evidenziatori sparsi, tienili in un solo contenitore, un portapenne o una tazza personalizzata.

6) Raggruppa i fili

Fai attenzione ai fili del telefono, della stampante e del computer: meglio riunirli in un passacavi.

7) Controlla le scadenze: scegli un calendario ben visibile

Se la tua scrivania non è enorme valuta di utilizzare un calendario da appendere anziché il calendario da tavolo, che occupa spazio ed è piccolo per scriverci.

8) Diversifica la raccolta dei rifiuti e ricicla

Dividi i rifiuti a seconda del tipo di riciclo del tuo comune. Per la raccolta differenziata utilizza due diversi contenitori: uno per la carta e uno per la plastica e/o alluminio.

Inoltre ricicla le cartucce di tonner per stampante che possono essere rigenerate.

Leggi: Ufficio eco-sostenibile: fa bene all’ambiente e alla produttività aziendale

Pertanto trovarsi a lavorare in un ufficio ben organizzato aiuta ad affrontare la giornata con più serenità, buonoumore e stimola la creatività.

Se hai bisogno di consigli su quale materiale acquistare, dai raccoglitori alla stampante o altre macchine per l’ufficio contattaci, siamo a tua disposizione!
Oppure vieni a trovarci: siamo a San Bonifacio (Verona) in Via Don G.Dalla Tomba n.3, sulla Strada Statale 11.

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Smartworking consigli

Che tipo di smartworker sei? Scopri come organizzarti al meglio lavorando da casa

L’emergenza epidemiologica causata dal Coronavirus ha determinato il ricorso allo smart working.

Questa è una modalità lavorativa dipendente in cui non ci sono vincoli di orari e in cui non vi è una postazione fissa, ma che si sviluppa prevalentemente da casa.

Anche se lo smart working è molto più diffuso in altri stati rispetto all’Italia, in realtà è stato adottato negli ultimi anni da un numero sempre maggiore di aziende, grazie anche all’inquadramento normativo con la Legge 81/2017.

Le parole chiave che sintetizzano la filosofia e la pratica dello smart working sono: flessibilità, autonomia, responsabilizzazione e orientamento ai risultati.

In questi mesi sono molti coloro che si sono dovuti organizzare per lavorare al meglio da casa, a volte disponendo di una stanza con un computer, altre volte cercando di rendere ideale un angolo del salotto.

Qual è la tua situazione?

Vediamo insieme qualche consiglio per migliorare la tua postazione per lavorare bene da casa.

Prima di ogni cosa però desidero farti riflettere sull’importanza dell’aspetto ergonomico mentre lavori alla scrivania.

Il primo consiglio è quello di valutare una sedia per ufficio adatta alle tue esigenze. A volte non ci pensiamo, ma rimanere seduti su poltroncine scomode contribuisce all’insorgere di dolori alla colonna vertebrale e alle cervicali.

 

Smartworker

Stanza dedicata allo smart working

Se lavori spesso da casa è probabile che tu abbia già una stanza con una scrivania o uno studio dedicato.

Guarda le soluzioni pensate per te.

Scrivania dedicata al lavoro

Situazione molto frequente per chi non dispone in casa di una stanza in più da dedicare alla professione.

Una scrivania ben organizzata e in ordine è indispensabile per l’efficacia lavorativa.

Hai anche tu una scrivania in casa?

Sfruttala al meglio con i nostri consigli.

La scrivania condivisa

Una bella scrivania grande da utilizzare in due: è questa la tua realtà di smartworker?

Rendila funzionale e sfruttala al meglio utilizzando contenitori, porta documenti e tutto ciò che ti può esser utile per tenere in ordine il materiale di cancelleria.

Prova a vedere alcuni suggerimenti.

Scrivania mobile in casa

Se vivi in un piccolo appartamento e non hai lo spazio sufficiente per un angolo studio-lavoro con scrivania, sicuramente ti sei organizzato al meglio adattando uno spazio, come ad esempio una scrivania a scomparsa.

Sicuramente avrai bisogno di contenitori, di un supporto per pc o netebook: rendi efficace il tuo spazio con semplici accorgimenti

Smart working
Supporto per il PC, cartelline, supporto lombare e contenitori: scegli quello che ti serve

Scopri

Smart working: 6 consigli per lavorare da casa

Lavorare da casa ha certamente il vantaggio della flessibilità di orario, ma l’altro lato della medaglia è la facilità a distrarsi.

Quando si lavora da casa si rischia poi o di fare troppo oppure di essere disorganizzati e non rispettare le scadenze. Le distrazioni sono molte, soprattutto per chi ha figli.

Riporto di seguito alcuni consigli che possono essere d’aiuto a chi, in questi mesi, lavora da casa.

1. Scegli un angolo della casa e trasformalo nella tua postazione

Destinare una postazione, un angolo ben organizzato dove tenere tutto ciò che serve a portata di mano, è molto importante.

Meglio se è un luogo luminoso e lontano da fonti di distrazione come la televisione.

2. Stabilisci un orario, comprese le pause

Bisogna imporsi degli orari, proprio come in ufficio e rispettare le varie pause.

Questa regola è molto importante, altrimenti si rischia di lavorare tutto il giorno (o di concludere poco).

3. Utilizza un buon tool per organizzarti al meglio

Per organizzare la propria giornata professionale esistono dei programmi gestionali, utili da usare come supporto (alcuni gratis). Trello, Basecamp e Workzone, per citarne alcuni.

Questi strumenti di project management servono a:

  • pianificare un progetto,
  • condividerlo con colleghi o clienti,
  • fissare scadenze,
  • lavorare in team,
  • definire il budget.

Insomma, tutto quello che occorre per pianificare e condividere dei progetti con altri colleghi.

4. Fissa le scadenze e rispettale

Quando si lavora da casa si tende a fissare delle scadenze a breve perché si pensa di avere più tempo rispetto a quando si lavora in ufficio.

Ma non è così. Non dobbiamo pensare di dedicare tutto il tempo al lavoro: abbiamo degli orari da rispettare e le pause servono proprio per ricaricarci.

5. Rispetta le pause e usale per muoverti

Per chi svolge un lavoro sedentario, fare attività fisica è molto importante.

Il minimo è di almeno 30 minuti di camminata al giorno e un po’ di stretching.

Se hai la possibilità esci all’aperto per camminare: ti aiuta a liberare la mente e a riprendere il lavoro con meno stanchezza.

6. Fissa un giorno della settimana per le Skype-call con colleghi e clienti

Troppe chiamate durante la giornata ti distraggono. La cosa migliore è fissare un unico pomeriggio e concentrare le chiamate per poi riprendere con più tranquillità.

Sicuramente non è facile mettere in pratica queste abitudini: i cambiamenti richiedono del tempo per imparare ad adattarsi a nuove realtà.

Ma con l’impegno si raggiungono sempre dei buoni risultati.

Per lavorare da casa, inoltre, rispettando il tuo fisico (e non ritrovarti ogni sera con dolori alle cervicali o alla colonna vertebrale) devi pensare anche all‘ergonomia.

Leggi: Ergonomia in ufficio, dal capo ai piedi

Come vedi lo smart working richiede una serie di valutazioni e scelte inerenti agli stili di lavoro e agli accessori indispensabili per metterlo in pratica (dalla sedia per ufficio al tavolo scrivania, dagli articoli di cancelleria ai supporti ergonomici).

Puoi scegliere tutto quello che ti serve sull’e-shop di Scriba, oppure vieni a trovarci, ci trovi qui:

San Bonifacio (Verona) in Via Don G. Dalla Tomba n.3, sulla Strata Statale 11, di fronte al supermercato Eurospin.

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pittura ad acquarello

Pittura ad Acquarello: tutto quello che ti serve per iniziare

La pittura ad acquarello riscuote negli ultimi anni un gran successo, forse grazie alla sua semplicità e all’effetto di leggerezza che trasmette.

Puoi dipingere ovunque, a casa o all’aperto, e in qualsiasi momento. 

I materiali sono infatti di facile preparazione e, una volta imparate le tecniche di pittura, si rivelano semplici da usare.

Spesso basta qualche stesura di pochi minuti per creare un’immagine dinamica e interessante.

La pittura su carta umida, per esempio, si distribuisce in modo uniforme creando, asciugandosi, uno stile uniforme e senza strisce.

L’acquarello piace molto per quella brillantezza e quel senso di aria che trasmette. 

Inoltre, con i pennelli ad acquarello, si può disegnare con maggiore fluidità e maggior finezza di quanto è possibile fare con la pittura ad olio.

Per ottenere il colore desiderato, con l’acquarello si utilizzano due tecniche:

  • sovrapposizione successiva dei colori,
  • stesura del colore della giusta intonazione osservata dal vero e poi sfumata con acqua.

Passo dopo passo, con un pò di esercizio e pazienza, si acquisisce maggior sicurezza fino ad ottenere dei dipinti meravigliosi.

 

Pittura ad acquarello

Il corredo dell’acquarellista

Oltre a carta, pennelli e colori (che vedremo uno ad uno) è indispensabile procurarsi:

  • tavolozza di ceramica o di plastica che contiene delle vaschette per preparare i colori,
  • una piccola spugna molto morbida,
  • raschino, utile per levigare leggermente il colore quando è asciutto,
  • spruzzatore d’acqua, utile a inumidire i colori in godet o creare effetto disomogeneo,
  • una base (un foglio di cartoncino robusto o di compensato) su cui fissare il foglio dove dipingere,
  • nastro di carta pregommato o nastro adesivo di carta per fissare il foglio sulla base,
  • matita morbida (B o 2B) e gomma per accennare il disegno.

La carta, i pennelli e i colori sono i materiali essenziali e vanno scelti con molta cura. Vediamoli insieme.

La carta per dipingere ad acquarello

Come scegliere la carta per dipingere con questa tecnica?

La carta per acquarello è molto diversa dalla comune carta per libri o da cartoleria.

Assorbe l’acqua ed è molto resistente. Ma è anche abbastanza delicata da produrre splendidi effetti.

La carta per acquarello è una carta spessa, composta da fibre naturali o sintetiche, che può resistere a grandi quantità d’acqua e pigmento rivelando chiari tocchi di colore con delicatezza.

Contiene un agente resistente ai pigmenti e ciò fa in modo che questi rimangano nella superficie della carta.

Esistono diverse marche di carta. Alcune delle migliori contengono anche cotone.

In generale, più la carta è pesante, meno si deforma.

 

Acquarello

 

La grammatura della carta

I fogli di carta per acquerello in commercio hanno diversi spessori.

Si misurano in base al peso: maggiore è il peso più spessa è la carta.

Una carta leggera e sottile può pesare 190 g/mq.

Una carta di peso medio parte da 300 g/mq.

La grammatura media più comunemente usata è di 425 g/mq.

Le carte più pesanti in commercio arrivano fino a 640 g/mq a anche oltre.

Con la pratica si capisce meglio quale scegliere: il consiglio è quello di iniziare con la grammatura di 300/mq.

Primo passo è “stendere la carta”, operazione importante che vi permette di preparare il foglio per la pittura.

Stendere la carta vuol dire bagnarla pennellando il foglio in entrambi i lati e attaccarlo ancora bagnato alla tavoletta da disegno con del nastro gommato e una puntina.

Con questo accorgimento, una volta asciutta la carta non si raggrinza quando si applica il colore diluito.

La carta può essere acquistata in fogli sciolti, in album o in blocchi, come i blocchi presenti nell’ e-commerce.

I colori

I colori ad acquarello sono studiati per durare a lungo. In commercio si trovano colori solidi, semisolidi, liquidi in tubetto o godet.

Ognuno ha i propri vantaggi e svantaggi e i prezzi variano in base ai colori poiché la produzione di alcuni è più costosa.

Non è necessario comprare troppi colori e con questi otto dovresti riuscire a comporre quasi tutti i colori:

colori necessari acquarello

Scopri

Pennelli per la pittura ad acquarello

Per la pittura ad acquarello si utilizzano di solito dei pennelli morbidi.

Per applicare le stesure e per ampie zone sono necessari pennelli grandi: utili a tale scopo sono i pennelli piatti o i pennelli tondi, dal n.12 in su.

I pennelli tondi, quando bagnati, formano una punta affusolata e sono in grado di tracciare sia ampie strisce di colore sia minuscoli dettagli.

Per i lavori di precisione sono utili i pennelli tondi piccoli, dal n.2 al n.6.

Il materiale migliore è il pelo di martora, ma tali pennelli sono molti costosi, ancor di più se fatti in fibra di alta qualità. Se conservati bene, però, durano a lungo.

Sono pennelli che raccolgono molto colore, lo rilasciano facilmente e si puliscono velocemente.

I pennelli in pelo sintetico sono molto più economici ma sono più difficili da pulire quando si cambia colore. 

Sono disponibili anche pennelli sintetici di lunga durata (fatti di nylon o di nylon-martora) che presentano alcune qualità dei pennelli in martora, pur costando molto meno.

Se sei agli inizi ti consigliamo i pennelli tondi n.2 e 4 di martora o fibra sintetica per i dettagli fini.

Un pennello tondo di martora n.6 o 8 sarà utile per la maggior parte del dipinto.

Per applicare il colore su grandi aree puoi scegliere un pennello n.16 di pelo di scoiattolo.

Il consiglio è quello di consultare l’e-shop di scriba.net e cercare il materiale che ti serve.

Oppure passare dal negozio per confrontare i diversi tipi di carta, colori e pennelli.

Potresti leggere anche: Disegnare e colorare fa bene agli adulti e ai bambini

E…spazio alla fantasia!

Scriba è a San Bonifacio (Verona) in Via Don G. Dalla Tomba n.3, sulla Strada Statale 11, di fronte al supermercato Eurospin.

 

Il blog di Scriba: cartoleria scuola e cancelleria ufficio dal 1969

Sanificatori ozono

La sanificazione di casa e ufficio con i generatori di ozono

Il perdurare della pandemia, dovuta al coronavirus, ci impone l’osservanza di regole igieniche stringenti legate sia alla nostra persona sia agli ambienti in cui viviamo.

L’uso delle mascherine monouso è il comportamento primario da osservare quando entriamo in contatto con le persone.

Per quanto riguarda la sanificazione degli ambienti medio-piccoli, il consiglio è quello di utilizzare delle apposite macchine: i generatori di ozono.

Scopriamo insieme a cosa servono e dove utilizzarli.

Generatori di ozono: cos’è l’ozono e dove usarlo

Quando l’ordinaria pulizia fatta con detersivi disinfettanti e igienizzanti, puo’ essere integrata con una sanificazione a base di ozono allora si arriva ad amplificare l’effetto igienico negli spazi cumuni.

L’ozono è un gas (simbolo O3) formato da tre atomi di ossigeno (O2) che si forma per azione di scariche elettriche.

La sua efficacia si completa ossidando le molecole organiche con cui entra in contatto e, in seguito a questa reazione, i composti organici si inattivano.

Da ciò ne consegue la sua ideale applicabilità, con appositi macchinari, negli ambienti domestici, lavorativi e ricreativi.

L’ozono è riconosciuto dal Ministero della Salute (Protocollo n.24482 del 31/07/1996) come un presidio naturale per la sterilizzazione degli ambienti contaminati da batteri, virus, spore etc. e infestati da acari, insetti etc. (link protezione ambientale civile di Verona).

È stato dichiarato, inoltre, un agente antimicrobico sicuro “GRAS” (Generally Recognized As Safe) dall’Ente statunitense Food and Drug Administration (F.D.A), dall’USDA (U.S. Department of Agricolture) e dall’EPA (Enviromental Protection Agency).

Per ulteriori approfondimenti in materia di sanificazione: link Istituto Superiore di Sanità.

Perché utilizzare l’ozono e per quali scopi?

La molecola dell’ozono è indicata per:

  • Neutralizzare gli odori lasciando un gradevole profumo di pulito
  • Disinfettare e igienizzare l’aria degli ambienti da spore, batteri e muffe riducendone la carica sulle superfici. Inattiva i virus
  • Evitare contaminazioni tra prodotti alimentari

L’obiettivo dell’uso dei generatori di ozono è quello di sfruttare al massimo l’efficacia disinfettante della molecola di ozono.

Il suo potere ossidante è superiore di ben 150 volte a quello del cloro ed è in grado di eliminare, in pochi minuti di trattamento, il 99% dedi batteri, muffe, funghi, lieviti, pollini e acari e spegne la vitalità dei virus.

E’ un potente alleato nella lotta contro allergie, asme e infezioni, perché abbatte la carica microbica presente nell’aria e sulle superfici.

 

Generatori ozono
Generatori di ozono Termozeta, linea Ozono Machine (20 G/H, 10 G/H, 5 G/H)

Dove usare il sistema di disinfezione ad ozono

L’ozono, per il suo grande potere ossidativo, è in grado di rompere i componenti macromolecolari che sono alla base della vitalità di cellule batterichevirusfunghi e di ogni genere di microrganismo.

Ecco perché diviene efficace l’uso dei generatori di ozono in tutti quei luoghi dove la carica batterica e gli odori generati dalle attività umane sono elevati.

Abitazioni, uffici piccoli-medio-grandi, hotel, mezzi di trasporto, ristoranti, gastronomie, ambulatori, bar e pasticcerie, palestre, aule, centri estetici e supermercati sono contesti con un alto grado di movimento di persone e cose.

Oltre all’aria dell’ambiente interno il potere igienizzante del flusso emesso dai generatori di ozono si espande anche sugli arredamenti, dai tappeti ai tendaggi e dai computer ai tavoli.

Un metodo ideale che non lascia residui sgradevoli quali, per esempio, i componenti chimici presenti nei tradizionali disinfettanti e detergenti (anche a base di cloro dal 0,1% al 0,5%) che, comunque, sono da ritenersi validi (Circolare del Ministero della Salute n.05443 del 22 febbraio 2020).

Come funzionano i generatori di ozono

L’ozono è un gas che non si puo’ contenere o comprimere e quindi è necessario produrlo al momento, con l’uso degli apparecchi, all’interno dell’ambiente destinato alla sanificazione.

L’estrema manegevolezza, la facilità di funzionamento ed il costo contenuto dei generatori di ozono ti permettono, almeno, di farci un pensiero.

Consigli

La scelta di una sanificazione completa degli ambienti, in epoca di COVID-19, passa attraverso l’uso dei generatori di ozono.

I motivi per i quali è interessante valutarne l’uso sono:

  1. Disinfezione (veloce, efficace e senza residui chimici)
  2. Manegevolezza (leggerezza e compattezza degli ingombri)
  3. Semplicità d’uso (pianificazione dei tempi, stop automatico a fine cliclo)
  4. Costo contenuto (scegli in base alle tue esigenze)
  5. Risparmio (nessun intervento di ditte esterne)

Sei interessato a migliorare la sicurezza igienica negli ambienti di lavoro e di casa?

Il team di Scriba ti aspetta in negozio per farti conoscere le caratteristiche principali della nuova linea “Ozono Machine” di Termozeta.

A San Bonifacio (Verona) in Via Don G. Dalla Tomba n.3, sulla Strata Statale 11, di fronte al supermercato Eurospin.

 

Mascherine

Mascherine monouso per la tua sicurezza: scegli la più adatta alle tue esigenze

Il perdurare della pandemia causata dall’oramai plurinominato virus Covid-19 impone l’osservanza delle tre regole consigliate dai medici ricercatori di tutto il mondo:

  1. Distanziamento di almeno 1 metro
  2. Mascherina protettiva
  3. Igienizzazione delle mani con gel alcolico 

Le mascherine monouso rimangono il dispositivo di protezione individuale (Dpi) che richiede un continuo ricambio.

Ma da cosa proteggono le mascherine e perché sono così importanti per il contrasto al virus?

I coronavirus sono 600 volte più piccoli di un capello (100/150 nanometri di diametro) e il loro veicolo sono le goccioline (droplets) delle secrezioni della bocca e del naso espulse durante uno starnuto, un colpo di tosse o una normale conversazione tra individui.

Con lo starnuto della persona, per esempio, queste goccioline si diffondono anche fino a 4 metri di distanza e possono raggiungere una dimensione più modesta (pochi micron) da non sottovalutare.

Mascherine chirurgiche
Nell’infografica vengono riportate le dimensioni dei virus e come si trasmette (Foto di corriere.it)

Quali mascherine scegliere?

Due sono le categorie di mascherine, disponibili in commercio, da usare per il contrasto al coronavirus.

Le mascherine chirurgiche, che proteggono il soggetto dalla contaminazione esterna (il 20%) ma, soprattutto, hanno una capacità filtrante verso l’esterno superiore del 95%.

Questo cosa significa: sono dispositivi medici che impediscono a chi le indossa di contagiare altre persone (vedi lo studio pubblicato su Nature Medicine).

Le mascherine chirurgiche, pero’, garantiscono una protezione meno elevata delle mascherine FFP nei confronti del virus che proviene dall’esterno, proprio perché non aderiscono bene al volto e non trattengono le particelle molto fini generate, ad esempio, dall’aerosol.

Le mascherine FFP1, FFP2 e FFP3 sono dispositivi di protezione individuale adatti per un uso industriale che proteggono dalla contaminazione esterna di polveri, fumi e veleni.

Per la loro alta capacità di filtraggio dell’aria sono usate anche nei reparti di malattie infettive in quanto lo strato esterno della mascherina protegge dalle particelle di dimensioni più grandi (fino a 10 micron di diametro).

Inoltre aderiscono bene al viso in modo da evitare spazi dove le particelle possono passare. Sono disponibili con o senza valvola.

Dispositivi medici
Le diverse tipologie di mascherine e il loro riutilizzo (Foto di corriere.it)

Capacità filtrante delle FFP senza valvola

Le mascherine FFP senza valvola si differenziano per la filtrabilità. Ecco le tre categorie di mascherine FFP.

FFP1: 72% di flitrabilità dall’esterno verso l’operatore e viceversa

FFP2: 92% di filtrabilità in entrambe le direzioni

FFP3: 98% di filtrabilità in entrambe le direzioni. Protezione quasi totale

Capacità filtrante delle FFP con valvola

Le mascherine FFP con valvola proteggono solo chi le indossa e non gli altri, in quanto la valvola permette la fuoriuscita del respiro.

Hanno una identica filtrabilità in entrata delle altre mascherine FFP senza valvola ma filtrano solo il 20%  del respiro in uscita.

Quindi non dovrebbero essere usate dalla popolazione generale al di fuori dell’ambiente ospedaliero, perché le persone infette (quindi anche gli asintomatici) che le indossano potrebbero trasmettere la malattia ad altre persone.

 

Le diverse tipologie di mascherine che trovi in negozio e sull’e-commerce

Conclusioni

Da tenere sempre presente è il fatto che le mascherine chirurgiche sono monouso in quanto non ci sono procedimenti che ne attestano la loro disinfezione. L’uso di disinfettanti potrebbe infatti danneggiare il tessuto che le compone.

Si possono lasciare all’aria aperta per almeno 12 ore prima del successivo riutilizzo con l’accortezza di non toccare la parte interna della mascherina. Il consiglio rimane quello di cambiarle dopo 2/4 ore.

Pertanto la sicurezza maggiore, per la filtrazione del respiro in uscita e in entrata, si ottiene con l’uso di mascherine FFP senza valvola.

Per ogni richiesta di informazioni ti invitiamo a passare dallo store di Scriba.

Scriba è a San Bonifacio (Verona) in Via Don G. Dalla Tomba n.3, sulla Strata Statale 11, di fronte al supermercato Eurospin.

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Carta stampante ufficio

Come scegliere la carta per stampanti e fotocopiatrici

Con l’avvento dei sistemi di archiviazione online o via cloud, l’esigenza di stampare è diminuita, ma l’importanza di avere un supporto cartaceo è ancora una necessità.

Il motivo è quello di conservare i documenti per motivi fiscali, per la presentazione di progetti o preventivi che necessitano della firma autografa per l’approvazione.

Insomma, l’esigenza di stampare su carta o fotocopiare un qualsiasi tipo di documento rimane una costante anche nel moderno “sistema ufficio”.

Il mercato propone svariate tipologie di carta formato A4 bianca con diversi prezzi a seconda della qualità del materiale (la cellulosa estratta dal legno), della certificazione e della grammatura del foglio.

Come scegliere la carta da stampante in base alle tue esigenze

La domanda più frequente è: “Dato che la carta per stampante è per un uso interno all’ufficio, qual è quella meno costosa?”

Premesso che è possibile trovare una carta con un buon rapporto qualità/prezzo, facciamo alcune considerazioni.

Valuta la levigatezza della carta

Prova a passare i polpastrelli su due fogli di carta di diversa fabbricazione per capirne la scorrevolezza.

Più una carta è liscia e minore è il consumo di toner e migliore risulta la leggibilità.

Intatti, quando si stampa, una carta liscia rilascia meno polveri sottili nell’aria, le famose PM10.

In alcuni uffici, dove le stampanti sono usate per lunghi periodi di tempo, la concentrazione di PM10 raggiunge livelli elevati.

Per questo motivo si destinano delle zone per la stampa lontane dalle scrivanie.

Senza contare gli inceppamenti della stampante dovuti alla ruvidità della carta.

Meno la carta scorre sul rullo e più alta è la possibilità che venga trascinata in modo disallineato.

L’inceppamento della stampante significa perdita di tempo, consumo di carta e possibilità di rottura del meccanismo e del rullo di scorrimento.

Inoltre, il costo del toner per stampanti incide non poco sul costo della singola copia. Una carta ruvida assorbe più toner ed i caratteri sono meno leggibili.

Pertanto, tieni presente che una carta liscia è di qualità superiore e determina un maggiore risparmio nel consumo degli altri elementi utili per la stampa.

 

Carta stampante
Valuta i vantaggi di scegliere una carta per stampanti e fotocopiatrici di qualità. In commercio si trovano risme con un buon rapporto qualità-prezzo

 

Le certificazioni

Sul pacco di fogli della carta per stampare di qualità ci sono i loghi di due enti certificatori: PEFC o FSC.

Questo significa che il produttore di carta si è rivolto a uno di questi organismi perché attento alla filiera produttiva e alla conservazione dell’ambiente.

PECF (Programme for Endorsement of Forest Certification) è un’organizzazione nazionale e internazionale che promuove la crescita sostenibile delle foreste con una certificazione del prodotto legno-carta.

I prodotti certificati PECF (tra i quali ci sono articoli per la casa, per l’abbigliamento, il fai da te, il cibo e il packaging) derivano da foreste gestite in maniera sostenibile per essere rigenerate.

L’obiettivo è quello di evitare la deforestazione e uno spreco di risorse naturali.

FSC (Forest Stewardship Council) è un organismo che promuove una gestione delle foreste del mondo con particolare attenzione al rispetto dell’ambiente, alla condizione dei lavoratori e della sostenibilità economica.

Leggi anche: Carta per stampanti Double A: una scelta importante

 

Carta stampante fotocopiatrice
In commercio varie sono le proposte di carta per stampanti e fotocopiatrici

La grammatura

La grammatura è il peso di un metro quadro di quella carta prodotta. Le carta per fotocopie hanno una grammatura compresa tra 70/80/90 g/mq e oltre per le qualità superiori.

Una grammatura di 80 g. è ottimale per qualsiasi stampante e fotocopiatrice, laser o inkjet.

Il grado di bianco

È un valore che misura la luminosità della carta ed è indicato per stampe laser di alta qualità.

In questo caso la carta più bianca ha un aspetto più gradevole ma subisce maggiori procedimenti sbiancanti, che comportano un aumento del prezzo e un maggiore uso di prodotti chimici a danno dell’ambiente.

Conclusione

Per meglio orientarsi nella scelta della carta per stampante e fotocopiatrice il consiglio è quello di preferire una carta con le seguenti caratteristiche:

  1. Certificazione PEFC o FSC (Etichetta ecologica),
  2. Grammatura di 80 g, (assicura una buona tenuta del foglio)
  3. Levigatezza (per una buona stampabilità e scorrevolezza),
  4. Aspetto brillante (per evitare spreco di toner),
  5. Assenza di acidi (meno inquinamento).

Come vedi risparmiare tempo, energia e materie prime primarie diventa prioritario se si consiera che tutti dobbiamo sforzarci nel perseguire quel miglioramento ecologico divenuto oramai una necessità.

L’invito è quello di passare dallo store di Scriba per confrontare le diverse tipologie di carta, con il pensiero rivolto al rispetto per l’ambiente!

Scriba è a San Bonifacio (Verona) in Via Don G. Dalla Tomba n.3, sulla Strata Statale 11, di fronte al supermercato Eurospin.

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Foto di copertina: it.freepick.com