purificatore d'aria

L’aria in classe è ancora pesante: mancano i purificatori d’aria

La scuola è terminata da poco ma il problema della purificazione dell’aria nelle classi degli studenti italiani è ancora presente.

Secondo un recente sondaggio solo il 5% degli studenti ha nella propria classe un sistema automatico di filtrazione dell’aria interna in modo da renderla pulita e impedire così al virus di trasmettersi per via aerea.

Pertanto non sono bastati due anni di pandemia e il Decreto Sostegni approvato dal Governo nel 2021 con 150 milioni di Euro stanziati, per intervenire sulla questione.

I fondi a disposizione dei presidi per dotare gli isituti di adeguate apparecchiature di filtrazione dell’aria ci sono (anche se limitati) ma il malessere sta crescendo tra i genitori preoccupati di questa situazione. 

In vista dell’inizio del prossimo anno scolastico, quindi, la prospettiva di trovare le classi sprovviste di depuratori d’aria è alta.

Come ridurre il contagio da virus nelle aule scolastiche?

Rischio contagio per il prossimo anno scolastico

In molte scuole, nell’anno appena trascorso, per il cambio dell’aria venivano aperte le finestre per tutta la durate delle lezioni anche nella stagione fredda.

Questo ha aggravato il fenomeno delle aule fredde e l’aumento di forme influenzali tra gli studenti.

Un metodo “fai da te” che non è certo la soluzione ideale per contrastare gli effetti della diffusione del virus.

L’adozione di apparecchi purificatori dell’aria sarebbe auspicato in tal senso.

E su questo punto si esprimono anche i medici.

 

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Prova anche tu i sistemi di purificazione dell’aria a carboni attivi, che trattengono le particelle inquinanti, e filtri HEPA (Hight Efficiency Particulate Air filter).

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I medici: “servono le linee guida”

Non solo i dirigenti scolastici premono per conoscere le linee guida con chiare indicazioni su come comportarsi per la purificazione dell’aria nelle aule, tra l’altro sempre più numerose (molti istituti dichiarano più di 30 alunni per classe).

Anche i medici, con la Società Italiana di Medicina Ambientale (SIMA), intervengono sulla necessità di conoscere il metodo ideale per purificare l’aria viziata interna.

Una soluzione, secondo SIMA, sono i purificatori d’aria con filtri HEPA ad alte prestazioni o con filtri DFS (purificazione disinfettante) per eliminare le nanoparticelle che sono venti volte più piccole del coronavirus (filtri utilizzati in USA). 

Monitoraggio dell’aria: un indicatore fondamentale

Uno degli indicatori da tenere sotto controllo per la qualità dell’aria negli ambienti chiusi è il costante monitoraggio della CO2.

Con dispositivi appositi questo indicatore può essere rilevato con certezza e mantenere una qualità dell’aria tale da ridurre fino all’1% la probabilità di contagio da COVID.

 

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Depuratori dell’aria: intervento a basso costo

L’adozione di depuratori dell’aria portatili e maneggevoli potrebbe essere la soluzione a costi inferiori di un impianto di sanificazione generale.

Con specifici sensori che riconoscono il livello di impurità dell’aria, inoltre, si attivano qui livelli di filtraggio resi ottimali con i filtri HEPA o a carboni attivi.

Quindi la speranza di genitori e presidi di tante scuole è quella di intervenire con celerità nell’adottare adeguati sistemi di purificazione della qualità dell’aria nelle aule onde evitare il diffondersi del virus.

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Fonti: sondaggio condotto da skuola.net sul finire dell’anno scolastico 2021-2022

 

 

 

prodotti pulizia

Come scegliere i migliori prodotti per la sanificazione di casa e ufficio

Tutti noi sappiamo quanto sia importante utilizzare dei buoni prodotti per la sanificazione delle superfici, sia in casa che nell’ambiente di lavoro.

Abbiamo più volte parlato della differenza tra sanificazione e igienizzazione e dell’importanza di scegliere una linea di prodotti professionali perché garantiscono delle condizioni di pulizia e sanificazione maggiori.

Vediamo oggi quali sono i prodotti consigliati per una pulizia efficace di pavimenti e superfici lavabili: sono tutti prodotti che trovi al BEST PRICE su shop.scribanet.com.

Sanificazione dei pavimenti

I pavimenti sono un vero ricettacolo di batteri e germi, sopratutto se camminiamo per casa con le scarpe usate all’esterno, anche se sarebbe buona regola togliere le scarpe appena entrati in casa.

Il lavaggio del pavimento diventa quindi fondamentale per eliminare germi e sporco raccolti per strada.

I detergenti che si trovano nella grande distribuzione sono spesso aggressivi e contengono additivi a base cera che, se da un lato rendono più “brillanti” i pavimenti, dall’altro lasciano patine oleose sulle superfici e, di fatto, stratificano di lavaggio in lavaggio imprigionando lo sporco sotto queste barriere.

Il consiglio è di usare detergenti prodotti da aziende specializzate, come ALCA, SANITEC o CITROSIL (più specifici e professionali).

Procurati anche dei disinfettanti certificati, riconosciuti come presidi medico-chirurgici (vedi la linea professionale di Citrosil).

Qual è la tua esperienza in merito? Pensi sia importante usare detergenti professionali?
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Sanificazione della cucina e del piano lavoro: quali prodotti scegliere

La cucina, assieme al bagno, è l’ambiente dove si accumulano più sporco e batteri, sia per la presenza di cibo che per l’acqua.

È l’ambiente più vissuto e merita l’uso di prodotti detergenti HCCP (Hazard Analysis and Critical Point).

Il prodotto più adatto alla pulizia di superfici, forni ed oggetti che non possono essere lavati in lavastoviglie o nel lavello con acqua bollente e detersivi, è un  detergente sgrassante antibatterico.

Per il piano di lavoro, invece, è consigliabile utilizzare prodotti specifici come i disinfettanti concentrati per superfici.

Questo prodotto, adatto a superficie dure, è molto concentrato ed è l’ideale per laboratori di produzione alimentare, industria dolciaria, industrie di lavorazione della carne, pesce e verdure e per la piccola e grande ristorazione.

Come si usa

Dopo aver rimosso i residui di sporco dalla superfici da trattare, spruzza il prodotto in modo da coprire tutta la superficie, lascia agire per 5 minuti, passa infine con uno straccio umido.

 

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Un altro ottimo prodotto è Sanitec Bakterio Disinfettante per uso ambientale con attività battericida e fungicida.

Adatto alla disinfezione di tutti gli ambienti, toglie ogni traccia di sporco, elimina i cattivi odori, non intacca i metalli, non macchia le superfici e profuma gradevolmente i locali. •

Come si usa

BAKTERIO va usato con un panno o una spugna bagnati nella soluzione, direttamente sulle superfici che vuoi disinfettare.

Invece, per disinfettare e deodorare bagni, lavelli, pareti, pavimenti, piastrelle, contenitori di raccolta rifiuti, tazze WC ed altre superfici, potenziali fonti di germi, diluisci BAKTERIO in acqua in rapporto al 20%, lasciando agire per 15 minuti.

Per l’ordinaria disinfezione e pulizia di bagni, lavelli, pareti, pavimenti, piastrelle, porte, stipiti, ed altre superfici lavabili diluisci BAKTERIO in acqua dall’1 al 3% lasciando agire per 5 minuti.

E per l’igiene delle mani?

Per l’igiene delle mani, che la pandemia ci ha insegnato a igienizzare di frequente, è buona norma tenere a disposizione un dispenser di Amuchina gel antisettico, attivo anche su funghi e virus.

Per ambienti e tessuti il prodotto migliore è Amuchina spray, adatto ad ambienti domestici e professionali (puoi spruzzarlo ad esempio sulle sedie di una sala d’attesa o anche sul divano di casa o sui tappeti).

 

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Sull’argomento santificazione puoi leggere anche:

 

 

 

Covid

Test antigenico rapido COVID-19: l’autodiagnosi in 15 minuti

Con il test antigenico rapido COVID-19 si conosce, in poco tempo, la positività o meno al virus.

Con questo test si ricerca, nel muco nasale o nella faringe, la presenza di proteine virali (antigeni) collocati sulla superficie della cellula di Sars-CoV-2

Il tampone rapido è utile, pertanto, per conoscere se è in corso l’infezione da Covid-19 al momento dell’esame.

La differenza con il tampone molecolare è che il tampone rapido non identifica tracce specifiche del genoma a RNA (acido ribonucleico) del virus SARS-Co-2, ma rileva alcune componenti del virus, quali le proteine Spike (indicative dell’avvenuta esposizione all’agente virale).

Consigli per l’uso

Ci sono 3 aspetti da considerare con il test antigenico rapido.

  1. Prelievo: si deve fare molta attenzione nel prelevare il muco dal cavo faringeo. 
  2. Affidabilità: controllare i parametri di sensibilità dichiarati dai produttori. Un test rapido dovrebbe avere, in genere, una sensibilità superiore a 90%.
    Considera che questo tipo di tamponi non rileva il periodo di incubazione, cioè quello pre-infettivo.
  3. Contagiosità: se si è appena stati contagiati il tampone rapido non è ancora in grado di rilevare la positività e il risultato è un falso negativo. Quindi con una carica virale bassa (quella iniziale) l’esito è negativo ma, con il giorno successivo, il tampone può risultare positivo.

Ecco l’importanza di ripetere il test, nel caso si avvertano i sintomi dell’infezione (febbre superiore ai 37,5°, dolori ossa, mal di testa), dalle 48-72 ore fino a 5 giorni dal presunto contagio.

Come fare
Come fare un test rapido Covid-19. Ricordiamo che i tamponi fatti ai bambini devono essere seguiti da un adulto

Come si esegue il test antigenico rapido

La raccolta del campione viene eseguita inserendo un bastoncino ovattato, simile ad un cotton fioc, sterile e flessibile attraverso la narice, fino a quando non viene incontrata una resistenza in corrispondenza del retro del rinofaringe. 

Segue la lieve e delicata rotazione del tampone, quindi il bastoncino viene estratto e inserito in un apposito contenitore.

La stessa procedura viene ripetuta a livello della faringe.

 

Test
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Argomenti correlati:  Mascherine chirurgiche o FFP2: ritorna l’obbligo all’aperto anche in Veneto

Grado di affidabilità

Attualmente non ci sono studi pubblicati che confermano la totale affidabilità dei test in commercio, qualsiasi sia l’azienda produttrice.

Comunque i parametri dichiarati dall’azienda produttrice sono indicativi per avere una certa affidabilità.

Un tampone rapido con un’alta sensibilità (superiore a 90%) è da preferire rispetto ad altri in quanto si riduce la possibilità di un esito “falso negativo”.

Importante

I tamponi rapidi autorizzati alla vendita hanno marchio CE (certifica una serie di caratteristiche di produzione e controllo).

Sono quindi convalidati secondo le normative vigenti e in conformità con quanto stabilito a livello comunitario (UE) e nazionale.

Per l’esecuzione del test, ricorda che bambini e minorenni devono essere sempre supportati da un adulto.

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Oppure passa dallo store di Scriba di San Bonifacio (Verona) dove trovi tutti i prodotti per l’igienizzazione personale e degli ambienti.

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Aria

Purificatore d’aria: il sistema ideale per ambienti chiusi

Con il perdurare della diffusione del virus è indispensabile l’uso di un purificatore d’aria per mantenere, negli ambienti chiusi, un adeguato livello di aria pulita.

In tutti gli ambienti dove si soggiorna per più ore quali case, uffici, ristoranti, bar e pizzerie l’aria interna è un veicolo di diffusione di nano particelle malsane.

Ecco la necessità di dotarsi di purificatori che permettano un filtraggio dell’aria con dei filtri speciali.

Purificatori  d’aria per le scuole

Per esempio, in due scuole di Bari sono stati collocati nelle classi 70 purificatori d’aria con l’obiettivo di tenere sani gli ambienti dove alunni e docenti trascorrono gran parte del loro tempo.

I purificatori d’aria sono uno strumento che permette la riduzione del rischio di contagio da COVID a scuola.

Come spiega la preside dei due istituti pugliesi, Patrizia Rossini: “abbiamo puntato su apparecchi con livello di filtrazione elevatissimo fino a 7 nanometri (blocca particelle fino a 20 volte più piccole del SARS-COV-2) e con un adeguata portata d’aria purificata fino a 255 metri cubi”.

 

Purificatori aria
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Come filtrano l’aria i purificatori?

Il sitema di filtraggio dei purificatori d’aria è composto dai seguenti componenti:

  • filtri a carbone attivo che trattiene le particelle inquinanti disperse nell’aria
  • 2 o più sensori per polvere e aria Pre filtro
  • filtro HEPA  (High Efficiency Particulate Air filter).

I filtri a carbone attivo trattengono i composti organici volatili (VOC), gli odori e il fumo.

I filtri HEPA svolgono la funzione di bloccare le particelle solide inquinanti (particolato) presenti nell’aria da trattare.

Sono composti da foglietti filtranti di microfibre e assemblati in più strati.

I filtri HEPA sono della categoria dei “filtri assoluti” per il loro elevato tasso di filtrazione (compresa tra l’85% e il 99,995%).

Questi sono i più comuni tra i filtri meccanici usati nei purificatori d’aria.

E’ importante anche che il filtro sia trattato con una protezione antimicrobica per impedire la proliferazione dei batteri nel tempo.

Comodità e facilità di utilizzo

Nella scelta del tuo purificatore d’aria sono da considerare la comodità, la compattezza e la facilità d’uso.

Lo spazio in casa è sempre meno e un purificatore ingombrante o difficile da trasportare di certo non è per tutti.

Al contrario, un oggetto compatto e maneggevole può essere più gestibile in quanto più facile da spostare da una stanza all’altra, a seconda delle esigenze.

Anche in ufficio un purificatore non troppo grande o pesante può essere un vantaggio, dato che gli spazi sono spesso ridotti.

Pensa alla comodità di poterlo tenere sulla scrivania o vicino alle stampanti a toner che, come è risaputo, emettono particelle molto pericolose per la salute, se inalate.

La facilità di utilizzo è un ulteriore aspetto da considerare.

Nello store di Scriba a San Bonifacio (Verona) trovi il personale specializzato in grado di consigliarti la migliore tipologia di purificatorie d’aria che ti serve.

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Approfondimenti sull’argomento: Purificatori d’aria in casa e ufficio, per un estate in tranquillità

 

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Gel mani

Gel igienizzante mani: scegli la qualità per la tua sicurezza

L’importanza di scegliere un buon gel igienizzante è una delle regole per evitare l’infezione.

Il coronavirus (che può rimanere attivo sulle superfici circa 9 giorni) può essere evitato con la pulizia degli oggetti che si toccano.

Supermercati, negozi e uffici sono dotati di distributori di gel ma il consiglio è quello di tenerne sempre una boccetta con sè.

La regola da tener presente è comunque quella di disinfettare prima le mani e poi questi oggetti, in quanto esposti a virus e batteri di ogni genere:

  • manici dei carrelli spesa,
  • maniglie delle porte di uffici e case,
  • display dei bancomat.

Anche le banconote, le carte di credito e le monete sono veicoli dove si depositano i batteri.

Bene quindi igienizzarsi e cospargere le zone di contatto con dei gel idroalcolici.

Vediamo quali sono i più efficaci.

Gel igienizzanti: porta con te quello giusto

Non tutti i gel igienizzanti sono uguali, anzi alcuni non hanno alcuna efficacia contro virus e batteri.

L’efficacia disinfettante dei prodotti che trovi anche su shop.scribanet.com è stata valutata in base alla quantità di alcol contenuta.

Solo quelli che contengono una percentuale di alcol superiore al 60% possono essere considerati davvero efficaci contro batteri, virus e funghi.

Ma non è sempre facile capirlo, perché non tutti indicano in etichetta la quantità di alcol denaturato o etanolo presenti.

In genere, i prodotti classificati come “cosmetici” non riportano la quantità di alcol, mentre quelli con il logo rosso “Presidio medico-chirurgico” sì.

Pertanto scegli i gel con la dicitura “Presidio medico chirurgico” o con la percentuale di alcol ben evidenziata.

Gel idroalcolici
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Come usare un gel in modo corretto

Anche se un gel contiene una percentuale di alcol sufficiente ad eliminare i virus, per disinfettare bene le mani bisogna usarlo nel modo giusto.

Il prodotto deve essere applicato sulla pelle asciutta, sfregando le mani per almeno 30-40 secondi ed eseguendo gli stessi movimenti quando si usa il sapone, in modo da igienizzare tutte le parti: palmo, dorso, dita (punte comprese), pollici e polso.

Il gel disinfettante però non è indicato per pulire mani sporche né per rimuovere sostanze chimiche.

In ogni caso, quando è possibile, è meglio preferire acqua e sapone antibatterico mentre il gel idroalcolico è da usare solo fuori casa, in situazioni particolari, come quando si è appena usciti dal supermercato.

Ricordati le regole base

Il lavaggio e la disinfezione delle mani sono il modo migliore per prevenire l’infezione da virus.

Pertanto lavarsi le mani spesso e con cura aiuta a limitare il rischio di trasmettere il virus e che lo stesso entri nel nostro corpo attraverso gli occhi, il naso e la bocca.

Oltre a questo rimane fondamentale osservare anche:

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Articolo di approfondimento: Sanificazione di casa e ufficio in tempi di Covid-19

 

mascherine chirurgiche

Mascherine chirurgiche o FFP2: ritorna l’obbligo all’aperto anche in Veneto

Con l’ondata della variante Omicron e il progressivo aumento di contagi anche in Veneto c’è l’obbligo di indossare le mascherine chirurgiche o mascherine FFP2 all’aperto.

Le regioni sono in allarme e iniziano a correre ai ripari.

Con un nuovo record di più di 5000 casi in 24 ore registrati in Veneto, il presidente della regione Luca Zaia ha emesso un’ordinanza di zona gialla valevole fino al 16 gennanio 2022.

L’ordinanza imposta dal governo, iniziata da lunedì 20 dicembre, coinvolge anche Marche, Liguria e Trentino.

La situazione in Veneto

In Veneto, la mascherina va usata anche all’aperto, ad accezione dei bambini sotto i 6 anni e i soggetti con patologie e disabilità.

Putroppo la pandemia non è ancora sconfitta e il virus circola con un’incidenza di 506 casi su 100mila residenti a settimana.

Come contagi il Veneto è secondo alla provincia autonoma di Bolzano con 566 casi per 100mila abitanti.

Seguono il Friuli Venezia Giulia (376), la Valle d’Aosta (330) e la Liguria (313). I dati sono riferiti alla seconda settimana di dicembre 2021.

Ecco, pertanto, l’importanza di scegliere una buona mascherina filtrante.

Protezione ottimale: la mascherina FFP2

Con le mascherine FFP2 certificate la sicurezza è regolata dalle normative in vigore.

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Ci soffermiamo sulle mascherine FFP2 in quanto, a differenza delle mascherine chirurgiche, hanno un maggiore potere filtrante, sia in entrata e sia in uscita.

Pur essendo monouso, hanno infatti un’efficienza filtrante standardizzata ai sensi della norma CE0598/ EN 149:2001+A1:2009.

Proprio su quest’ultime andremo oggi a concentrarci, per scoprire insieme i migliori modelli certificati in vendita su shop.scribanet.com.

Scegli una maggiore protezione con i 5 strati di tessuto:

  • TNT leggero (Tessuto Non Tessuto), 
  • Hot Air Cotton Filter, 
  • 2 Strati Melt Blown (99% – 25g/mq), 
  • Strato interno TNT anallergico.
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Maschere FFP2 obbligatorie sui mezzi pubblici

Sui mezzi pubblici urbani ed extraurbani vige l’obbligo generalizzato a partire dai 6 anni di età di utilizzare come protezione delle vie respiratorie :

  • una mascherina FFP2 o equivalente dai 12 anni in su;
  • una mascherina chirurgica o equivalente tra i 6 e gli 11 anni;
  • nessun obbligo di mascherina tra 0 e 5 anni.

 

Mascherine FFP3

Se sei esposto a diversi contatti durante la giornata lavorativa, il consiglio è quello di adottare la mascherina FFP3.

Le mascherine FFP3 proteggono anch’esse da polveri, fumo, aerosol solidi e liquidi tossici  che  sono dannosi per la salute.

Filtrano almeno al 99% dalle particelle con dimensioni fino a 0,6 μm, sono inoltre in grado di filtrare particelle tossiche, cancerogene e radioattive e hanno una perdita verso l’interno minore dell’2%.

Queste maschere respiratorie sono utilizzate per esempio nell’industria chimica.

Tutte, poi, possono anche essere dotate di valvole, che non hanno effetti sulla capacità filtrante del dispositivo, ma consentono una migliore respirazione quando la mascherina è indossata per molto tempo.

Quanto durano?

La classificazione R o NR (Riutilizzabile o Non Riutilizzabile) è una risposta. In genere, comunque, le mascherine filtranti hanno la durata di un ciclo di lavoro, pari nella media a 8/10 ore, ma in ambiente contaminato.

Sono cioè state testate per proteggere l’utilizzatore anche in presenza di elevati numeri di PM10 e PM2,5 (particolato).

Pertanto leggi la dicitura stampata sulla mascherina. Oltre al marchio CE, infatti, le semi-maschere filtranti riportano il codice della normativa EN 149 con l’anno di riferimento, la classificazione FFP e l’indicazione obbligatoria R o NR, e quella opzionale D (test di intasamento opzionale fatto sulla mascherina).

Decidi tu la mascherina più adatta alle tue esigenze
e tieni presente questi consigli per muoverti in sicurezza.

Allo store di Scriba di San Bonifacio (Verona) trovi un’ampia scelta di modelli:
dalla mascherina chirurgica alla FFP2/FFP3 e le mascherine lavabili per bambini.

Per un approfondimento leggi anche: Coronoavirus: come avviene il contagio negli ambienti chiusi

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