In questi tempi, anche a causa dei continui lockdown dovuti alla pandemia, le aziende hanno rivalutato i propri modelli organizzativi. 

Di fronte alle avversità che destabilizzano il regolare corso di ogni attività economica, chi dirige una società è chiamato a reimpostare la strategia di lavoro.

Molto spesso queste sono decisioni che si rifanno a modelli di gestione già adottati.

È il caso del “modello Toyota”, il sistema di organizzazione della produzione nato nell’omonima casa automobilistica giapponese dopo la Seconda Guerra Mondiale.

Il modello Toyota: i cardini del sistema

Il Toyota Prodution System si contrappone al modello fordista, cioè su una organizzazione piramidale dell’impresa in cui alla base ci sono gli operai, salendo si trovano le varie categorie di manager fino a raggiungere l’amministratore delegato (al vertice della piramide).

La fabbrica, con il modello Toyota, diviene un luogo in cui i lavoratori non si sentono più divisi da gerarchie ma collaborano insieme con le proprie idee e competenze.

Il fine è quello di ottenere un risultato, il migliore possibile in termini di qualità e quantità.

I 5 punti fondamentali del modello

Cinque sono i punti su cui si basa il sistema Toyota:

  1. Ridurre i sovraccarichi
  2. Eliminare gli sprechi
  3. Evitare le incosistenze
  4. Raggiungere i risultati in modo semplice
  5. Ottenere flessibilità senza stress

Ci sono anche altri due principi sviluppati dalla Toyota.

Il Toyota Way, cioè quel continuo miglioramento che include il coraggio di accettare la sfida e stimolare la creatività e il Toyota Kaizen per cui il business si migliora in maniera costante, con l’innovazione e le giuste decisioni (con ricerca e analisi dei dati).

magazzino

Il modello Marchionne

Anche in Italia abbiamo avuto un modello organizzativo di successo.

Parliamo del modello di “fabbrica piatta”, impostato da Sergio Marchionne, alla guida di Fiat Auto di Torino fino alla Chrysler americana.

La realtà organizzativa di Marchionne si basa sul livellamento dell’attivià lavorativa.

Secondo Marchionne “più piramidi crei e peggio gestisci l’azienda”.

Ad una domanda di uno studente al Festival dell’Economia di Trento nel 2014 il manager afferma: “Se io avessi tre vice sotto di me starei tutto il giorno a rompere loro le scatole informandomi su cosa stanno facendo”. 

E continua Marchionne: “Più stretto è il controllo e peggio funziona l’azienda. È per questo che io ho 70 o 80 persone con le quali lavoro direttamente e così rompo loro le scatole in maniera più distribuita.”

Il modello di azienda piatta: un sistema orizzontale

Ecco quindi che il modello di azienda piatta, adottato dal famoso manager, mira a far crescere l’azienda con la condivisione delle decisioni e la rapidità di esecuzione.

Meno livelli dirigenziali intermedi e distribuzione della responsabilità sono due aspetti da tenere sempre presente anche in piccole-medie realtà.

Un sistema aziendalistico orizzontale, senza legami gerarchici e con un sistema collaborativo ampio, è la soluzione che rende agile il lavoro.

Non dimentichiamo, però, che il fulcro del “Marchionne pensiero” era la valorizzazione del personale.

Queste le sue parole quando si rivolse agli operai americani: “We are ordinary people”. 

E li ringrazia dicendo loro: “Siete voi le vere star.”

Organizza e pianifica, pertanto, il tuo magazzino o ufficio considerando i modelli di successo quali il modello Toyota e il sistema di organizzazione piatta di Marchionne.

Ti proponiamo un serie di articoli utili (vedi l’immagine sopra) per pianificare la settimana lavorativa nei vari reparti produttivi.

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Modelli organizzativi aziendali a confronto: Toyota con FCA-Chrysler

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